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Scritto da Gianluca Giannini
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ROMA - Agganciato il terzo posto, il Fidene non si accontenta. Lo dice chiaro e tondo Cristian Massella, autore della rete del 5-3 che ha chiuso i conti domenica nell'accesissima sfida con l'Astrea: «L'obiettivo è arrivare più in alto possibile -commenta il bomber, ora a quota 14 reti segnate - non ci poniamo limiti. Il Salerno è forse irraggiungibile, ma se il Marino dovesse rallentare, siamo pronti ad approfittarne. Siamo in palla, abbiamo gamba e sappiamo imporre il nostro gioco: queste devono essere le basi su cui costruire il finale di campionato». CALENDARIO - Un finale che vedrà il Fidene incontrare nei prossimi tre turni tutte le avversarie dirette per la terza posizione: Porto Torres, Budoni e Pomigliano, per chiudere poi con Salerno e Anziolavinio.
Da brividi per chiunque, ma non per il Fidene. «Andiamo avanti per la nostra strada - prosegue Massella - da quando ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che questa non era certo una squadra da metà classifica, stiamo attraversando uno splendido periodo. Questo vale anche per me: vado a bersaglio con facilità. Domenica è arrivata una rete importantissima che ha chiuso una gara che poteva restare in bilico fino alla fine, visto che, dopo un'ottima partenza, stavamo subendo il naturale ritorno dell'Astrea». IN VETRINA - A livello personale, chiari gli obiettivi di Massella (classe '90, una vita calcistica ancora davanti), che solo poche stagioni fa ha interrotto un discorso con il professionismo (ha militato con ottimi risultati nel Bari Primavera) che l'attaccante vuol riprendere il prima possibile. «Spero di tornare ad assaporare presto il professionismo. Intanto però mi concentro su questa stagione: voglio contribuire al progetto comune, con i miei gol». Il futuro, quello dietro l'angolo, si chiama Porto Torres, vale a dire la squadra appena scavalcata in classifica. Tornerà a far parte degli schierabili Lustrissimi, che ha scontato il turno di squalifica, mentre probabilmente resteranno al palo gli infortunati Selva, Rubino, Princigalli e Gaggioli»
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